Il mare è rimandato

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Accidenti allo tsunami! Proprio non ci voleva, dopo tutto quello che Enel e compagnia hanno speso di propaganda per convincerci che il nucleare è una passeggiata, sicuro come una cassaforte, eccolo lì quel maledetto reattore giapponese che salta per aria come una bomba, e c’è pure il filmato, che quello almeno per Cernobil mancava. E adesso? Adesso che gli italiani possono vedere i giapponesi che con tutta la loro famosa organizzazione compostamente prendono lo iodio, evacuano 24 km dalla centrale, misurano la radioattività addosso ai bambini e ricoverano i primi contaminati? Allora parola d’ordine contenere i danni, l’Italia in fondo non è sismica come il Giappone (spiegatelo a quelli dell’Aquila, del Belice, del Friuli, della Campania), nel Mediterraneo gli tsunami non si sono mai visti (però bisogna tacitare gli archeologi che ci raccontano la civiltà di Creta spazzata via dallo scoppio del vulcano di Santorini) i nostri reattori sono nuovi quindi più sicuri (col piccolo particolare che la commissione di controllo americana non li ha ancora approvati) e così via sparando altre balle. Fortuna che il referendum si fa a scuole chiuse, con le mamme già al mare, ma stavolta può succedere che le mamme rimandino la partenza di qualche giorno, giusto il tempo necessario per mettere la x sul sì, che vuol dire sì, son tutte balle, e scoppiano!

Saluti radioattivi, Vittorio Marletto

(lettera pubblicata su Il Manifesto del 16 marzo 2011)

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