Alcuni esempi di “imparzialità” dell’informazione in Italia

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Immigrati stupratori? (Fonte)

Da mesi trovo sui mezzi di comunicazione una campagna che dire di criminalizzazione nei confronti degli immigrati non è esagerato.
Si moltiplicano le notizie di violenze, delitti, investimenti, stupri, compiuti da “marocchini”, ”egiziani”, ”rumeni” e altri cattivoni provenienti dall’estero.
Stimolato da un articolo di Curzio Maltese, sono andato a cercare statistiche e dati. Trovo nel sito dell’ISTAT dati molto interessanti sulle violenze fisiche o sessuali subite dalle donne tra i 16 e i 70 anni. Una ricerca del 2006 presentata il 21 febbraio 2007. Campione di 25.000 donne intervistate telefonicamente. Per brevità prendo solo i dati che riguardano lo STUPRO. Le donne vittime di stupri o tentati stupri sono il 4,8 per cento delle italiane tra i 16 e i 70 anni (circa un milione!).
Gli autori di questi delitti vergognosi? Per il 69.7 (Sessantanove virgola sette per cento! Uguale circa seicentonovantamila maschietti) sono il partner o l’ex partner della donna. Il 17,4 per cento sono dei conoscenti. Il 7,2 per cento degli amici (diciamo così). L’1,5 per cento parenti. L’1,5% dei colleghi. Lo 0,8 per cento amici di famiglia. L’1,2 per cento delle donne non specifica l’autore dello stupro. Infine il 6,2 per cento denuncia stupri o tentati stupri di SCONOSCIUTI. In questa percentuale, 6,2%, dovrebbero essere comprese le violenze compiute da stranieri. Ma le loro azioni occupano – a occhio – l’80, forse il 90 per cento dell’informazione.

Volete un esempio di quanto detto? (Fonte)
Un 57enne originario di Varese è stato arrestato con l’accusa di pedofilia ai danni di una bambina di quattro anni adottata in circostanze poco chiare
Abusava della figlia adottiva di appena quattro anni all’insaputa della moglie. E’ stato arrestato con l’accusa di pedofilia un 57enne originario di Varese a seguito della denuncia partita da alcuni parenti. La piccola, originaria dell’est Europa, era stata affidata alla famiglia di Varese da circa un anno.
L’arresto è stato eseguito ad opera della squadra mobile di Varese allertata dalla denuncia degli zii della vittima che avevano notato dei comportamenti “sessualmente espliciti” da parte della bambina, atteggiamenti che facevano presagire un disturbo dovuto a traumi di natura sessuale confermato dalle visite ginecologiche praticate alla piccola che hanno rilevato diverse infezioni emblematiche degli abusi.

Naturalmente al 57enne varesotto viene garantito l’anonimato e nessun TG o GR, che mi risulti, ha dato la notizia.

Razzismo e doppiopesismo dei cronisti: due articoli a confronto
Fonte:
• Da Repubblica on line del 26 dicembre 2007
Tre persone, padre, madre e la loro figlia di 10 anni sono morte in un incidente stradale accaduto a Grumello del Monte (Bergamo). La loro auto, una Fiat Punto, è stata investita da un suv Grande Cherokee guidato da un conducente ubriaco. A bordo della Fiat Punto c’era anche l’altra figlia della coppia, di 11 anni, che è ricoverata in ospedale in gravi condizioni.
• Da Repubblica on line del 24 aprile 2007
E’ stata una strage. Un giovane Rom alla guida di un furgone ha falciato la notte scorsa cinque ragazzi: quattro sono morti, uno è gravissimo in ospedale. La tragedia è avvenuta ad Appignano del Tronto in provincia di Ascoli Piceno. L’investitore, Marco Ahmetovic, 22 anni domani, originario di Caserta, era completamente ubriaco ed è stato arrestato.
Notare l’inversione del soggetto e l’uso strategico delle formulazioni passive. Se il conducente ubriaco è un italiano “vero” (come rivela poi l’articolo), non è lui a uccidere, sono gli altri a morire perché la loro auto “è investita” da un’altra “guidata da” un conducente ubriaco. Una formula più indiretta no? Se invece l’investitore ubriaco è italiano di etnia rom, è lui che “falcia” cinque ragazzi.
Notare che quattro persone uccise da un rom ubriaco sono una strage, mentre tre uccise da un italiano ubriaco sono un incidente (e non si usa nemmeno l’aggettivo “tragico”).
Notare infine (leggere gli articoli interi per verificare di persona) che l’ubriachezza dell’italiano ci viene presentata come una questione tecnica, che giustifica ampiamente il fatto che sia indagato a piede libero per un reato colposo, mentre del rom “completamente” ubriaco, arrestato, ci viene detto che stava tutto il giorno al bar, ma (!) non sembrava una persona violenta (sottinteso: e invece…). Eppure il reato è lo stesso.

Aggiungerei: del giovane Rom viene indicata chiaramente l’identità; ricordiamo tutti le immagini di amici e parenti delle vittime che assalivano il cellulare col quale veniva tradotto, che ci sono state riproposte per settimane dai TG, in modo che ci entrassero per bene nella testa e che iniziasse il processo di assuefazione verso il linciaggio dello straniero.
L’artigiano di Grumello invece si gode il suo anonimato e deve ringraziare l’”informazione” televisiva, che non ha neanche, per quanto mi risulta, fatto cenno all’episodio.

Treviso, bimbo napoletano cambia scuola “I miei compagni dicono che puzzo”
Fonte: http://www.repubblica.it
TREVISO – Lo chiamavano “figlio di camorrista”. Dicevano che “puzzava” perché era “meridionale”. In classe i compagni gli cantavano il coro che l’eurodeputato Matteo Salvini intonava nelle feste di piazza: “Senti che puzza, scappano anche i cani. Stanno arrivando i napoletani”.
Le parole di sua madre sono una condanna pesante. “Hanno sbeffeggiavano mio figlio per mesi. Dicevano che era un camorrista perché era nato a Napoli. Lo emarginavano neppure fosse un appestato. Disinfettavano le penne dopo che lui le aveva toccate: dicevano che puzzavano.”
Questa notizia è stata completamente oscurata da tutti i TG e i GR, che invece davano negli stessi giorni grande enfasi alla notizia dell’accademico afroamericano ingiustamente e stupidamente arrestato in America. Il razzismo forse esiste, ma sicuramente non da noi, italiani brava gente.

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