Archive for ottobre 2008

Bagnoschiuma

ottobre 10, 2008

Guardando tra i prodotti esposti negli scaffali del reparto bagnoschiuma dei vari supermercati, sono stato colpito dal Bionsen “ai sali termali giapponesi”. Ora, pur ammesso che i sali termali giapponesi abbiano effettivamente un effetto diverso dai sali, con analoga composizione chimica, ricavabili da qualche stabilimento termale italiano oppure addirittura mediante sintesi,  e ammesso che davvero in quella boccetta di bagnoschiuma ci siano i “sali termali giapponesi”, mi chiedo: vale la pena di estrarre i sali in Giappone e portarli fino in Europa, fino nel mio bagno?

Ma la cosa non finisce qui, perché Bionsen “ai sali termali giapponesi” esiste in 2 versioni: rigenerante e rilassante. Se prestate un po’ di attenzione a quello che promettono, i bagnoschiuma non hanno solo (o non più) il compito di pulirci e magari di lasciarci la pelle idratata e con un gradevole profumo. Hanno il più impegnativo compito di volta in volta di rigenerarci, tonificarci, rilassarci. Insomma, ciò che in realtà ci vendono è l’illusione di benessere psicofisico, ciò che  più ci manca. Siamo diventati acquirenti di emozioni, e le merci le veicolano.

Marx aveva individuato nell’alienazione il perno psico-economico del processo di produzione delle merci. Credo che un’analisi attualizzata del meccanismo psico-economico dell’altro capo del ciclo delle merci (l’acquisto) possa fare luce su 2 abissi paralleli: i nostri bisogni profondi, inappagati dalla vita; la capacità del sistema di incunearsi tra questi bisogni e di trarne profitto e controllo.

DOPO L’INCIDENTE DI PIAZZA DELL’UNITA’: LETTERA APERTA DI BIFO ALLA CITTA’

ottobre 9, 2008

Conosco bene piazza dell’Unità, l’attraverso ogni sera in bicicletta, per andare all’Istituto Aldini dove insegno. Che fosse un posto pericoloso lo sapevo. Respiri veleno a ogni metro, e rischi di farti trascinare da un veicolo in corsa. Adesso è successo. Un giovane amante della velocità ha ucciso una donna, ne ha ferito gravemente una seconda, e giace lui stesso in gravi condizioni. E’ colpa sua? Fino ad un certo punto. La colpa vera ce l’hanno coloro che non solo permettono, ma incitano e premiano e rendono possibile il crimine sistematico sulle strade.
Qualche tempo fa alcuni bizzarri individui hanno proposto di cancellare il Motor show dagli appuntamenti della Fiera cittadina. I giornali hanno reagito come se si trattasse di una proposta assurda, o addirittura di una folle provocazione. Ma non è forse evidente che il giovane centauro che ora giace in un letto d’ospedale sia una vittima del Motor show, tanto quanto lo è la signora mia coetanea che non vive più?
C’è chi produce veicoli che possono correre a duecento chilometri all’ora, per quanto la legge vieti velocità superiori ai centoventi perfino in autostrada. Non è forse evidente che i produttori di questi veicoli sono responsabili della morte di migliaia di persone innocenti?
Qualcuno pubblicizza veicoli iperveloci con immagini di pazza corsa. Non è forse evidente che questo tipo di pubblicità incita le persone a compensare le loro frustrazioni psichiche sessuali o professionali con l’accelerazione sconsiderata, con la corsa su una ruota sola, con la sgommata e simili eroiche imprese?
La legge punisce chi guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe con il sequestro della patente per pochi mesi. Ma non è forse evidente che chi ha l’abitudine di bere continuerà a farlo quando gli sarà stata restituita la patente, e prima o poi ammazzerà un innocente passante?
Gli amministratori delle città come Bologna dovrebbero proteggere la salute dei loro cittadini.
Invece di mandare i vigili urbani, come a Parma, ad aggredire armati studenti pacifici dalla pelle scura, o, come a Bologna, ad importunare ragazze in bicicletta multandole perché pedalano sotto il portico (e dove altro dovrebbero pedalare dal momento che le piste ciclabili sono inesistenti o finte, e sulla strada si rischia di essere ammazzati oltre che gasati?), dobbiamo attivare quelle soluzioni che troppe volte si sono annunciate, ma che tardano ancora ad arrivare. Un esempio per tutti la realizzazione dei “quartieri lenti” che consentirebbero ai pedoni di muoversi liberamente, ai bambini di arrivare con percorsi sicuri a scuola e che costringerebbe “il ferro” a muoversi in sicurezza per tutti.
Quando i bizzarri individui di cui sopra hanno proposto di bandire il Motorshow come indegno di una città civile, qualche modernista in ritardo ha gridato allo scandalo, ed hanno chiamato in causa il progresso moderno.
Marinetti pubblicò un elogio dell’automobile nel suo Manifesto futurista che venne pubblicato su Le Figaro esattamente (guarda caso) un secolo fa. Forse un secolo fa l’automobile poteva essere considerata una cosa “moderna”. Ma solo dei provinciali un po’ cialtroni possono pensare che l’automobile rappresenti la modernità nel 2008. L’automobile è l’oggetto più vecchio, più incivile e più retrogrado che si possa vedere nelle nostre città al giorno d’oggi.
Una politica un po’ meno retrograda dovrebbe vietare rigorosamente l’uso di simili oggetti antiquati nelle vie della nostra città, e la sostituzione di questi bolidi criminogeni con veicoli a inquinamento zero, come ad esempio il rickshaw. Oh, che scandalo, che cosa ridicola, rispondono i saputelli modernisti alla pastasciutta. Ignorano, i modernisti, che questi veicoli eleganti, leggeri, rapidi e non pericolosi sono già in uso nelle città di Amsterdam di Berlino e di Londra.

“Bifo” Berardi, 8/10/08