Leadership solare e … pubblicità

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Società, ambiente ed economia sono il triangolo essenziale per capire cosa fare. Se indossiamo il cappello nero del pessimismo ci vediamo circondati di sistemi ipertrofici, concentratori di consumo e d’inquinamento, pieni di problemi. Se indossiamo il cappello verde della creatività (attenti, questa è pubblicità subliminale) cogliamo inedite possibilità di transizione sociale, culturale, economica, ecologica. Con il cappello verde in testa possiamo immaginare uno sviluppo sostenibile felice, basato su fonti energetiche rinnovabili, sul corretto uso delle risorse, dei suoli, dell’acqua, del paesaggio.

La transizione verso uno scenario solare ridente richiede, però, una visione condivisa della nostra società. Ad esempio nessuno potrà mai rinunciare felicemente ad una crociera tropicale su un bel transatlantico, se questo viaggio non sarà deprecato da amici e famigliari in ragione dei consumi e dell’inquinamento della nave. Oppure nessuno potrà mai cambiare felicemente la vecchia caldaia per scaldare la propria casa se questo non sarà approvato da amici e famigliari in ragione dei consumi e dell’inquinamento della caldaia.

La visione solare comune deve avere profonde ragioni etiche ed ideali (vocabolo non più di moda, ma adeguato). L’investimento etico di oggi, potrebbe diventare remunerativo per tutti, innescando a cascata diversi circuiti virtuosi, anche in termini di partecipazione e democrazia. Però attenzione: la visione solare non necessariamente deve scaturire da un processo partecipato di massa; anzi… La partecipazione decisionale richiede competenze/conoscenza che le masse non hanno, purtroppo. I successi di mercato di molti prodotti di consumo, inutili e dannosi, ma sapientemente propagandati, c’insegna che la via breve per le visioni comuni parte dall’alto: le visioni comuni spesso sono indotte, e non dedotte dalle masse. Naturalmente i processi partecipati sono possibili, ma anch’essi vanno indotti ed assimilati nelle masse. Senz’altro sarebbero necessari per dedurre la strada che collega le condizioni attuali alle visioni di lungo periodo. I successi della pubblicità ci dovrebbero indurre ad adottarne i metodi.

Come i pubblicitari creativi sanno fare, anche noi dobbiamo indurre nelle masse visioni positive del futuro e mostrandole in modo desiderabile. Più che gli aspetti tristi, gli inquinamenti, le crisi economiche, le violenze, dobbiamo comunicare bellezza, benessere, felicità. Il “sole che ride” o il “bel sole dell’avvenire” sembravano un bel inizio. Quello spirito è durato diversi lustri, ma si è perso nella realpolitik dei politicanti tristi, vecchi di spirito e d’immagine. La nuova visione solare sarà tanto più luminosa ed il rinnovamento dei nostri sistemi di sviluppo saranno tanto più accelerati quanto più i prossimi esponenti di punta saranno saggi, visionari e comunicativi per le masse.

Paolo, 6 maggio 2008

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2 Risposte to “Leadership solare e … pubblicità”

  1. eorakesifa Says:

    Certo che un termine come “le masse”, così ricorrente nel tuo articolo, denota una visione piuttosto vecchia, forse maoista, ora si dice “la gente”, o no? 🙂

    Vittorio

  2. Paolo Says:

    In realta i mie riferimenti sono più moderni … direi massmediatici

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