E ora che si fa?

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Dopo la catastrofica elezione del 13-14 aprile 2008, che ha spazzato via ogni deputato socialista e/o comunista e/o verde dal parlamento italiano mi domando: e ora che si fa? Si parte per la Svizzera o la Nuova Zelanda? Si organizza un funerale? Si discute sulle cause? Si discute sul futuro? Si organizza la Resistenza? eorakesifa è la mia risposta molto parziale, un posto pubblico dove scrivere quello che mi pare su quello che ho capito e non ho capito di questo dannato paese, dei suoi elettori e dei suoi politici, e chi vuole commentare faccia pure. Astenersi se possibile dagli insulti e dalle minacce, esercitare il diritto/dovere di rileggere ciò che si scrive prima di caricarlo sul sito e buona fortuna a tutti noi…

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4 Risposte to “E ora che si fa?”

  1. Marco Says:

    Che si fa?
    Non ho dubbi: essere il cambiamento che si vorrebbe vedere intorno. Dunque cominciare da se’ e poi via, bottom-up.
    Fare qualcosa di meglio da se’. Poi fare qualcosa di buono (di sinistra?) in due o tre. Poi fare in alcuni qualcosa di buono, che si veda in giro, poi associare altri, conoscere altri, contaminare altri (anche “dall’altra parte”, guai al settarismo). Capire meglio le differenze e le diffidenze. Organizzare le resistenze ai contraccolpi dei poteri forti, dal cibo alle benzine.
    Scacciare fantasmi dalle teste, popolare la testa di buoni esempi.
    Non pensare di essere (i) migliori, rendersi utili ai propri cari e ai propri pensieri.
    Un sacco di cose, da fare.
    Il problema semmai e’: dove trovare il tempo ? E’ il tempo il problema, non la rappresentanza in parlamento. Dare tempo a cio’ che inferno non e’.
    Puo’ sembrare poco.
    Invece.

  2. Paolo Says:

    La ricerca interiore di ciascuno si deve combinare con la scoperta di motivazioni comuni ad altri. Tre tipi di motivazione.
    – Motivazioni etici/ideologiche (giustizia, religione, ecc.); su questo si fa perno da sempre per mobilitare masse; pensate all’elettore medio italiano e poi subito pensate quanto ancora si può migliorare in termini di informazione, educazione, cultura. Una provocazione costruttiva per noi: “i militanti della sinistra sono troppo legati alle ideologie ottocentesche ed hanno ampi margini di miglioramento etico”.
    – Valori di potere/relazione (finanziamenti, guadagni, occupazione, poltrone, ecc.); è un vecchio motivo; ancora oggi per questo c’è chi ha cannibalizzato la sinistra e l’ecologismo; per arrivare ad un-popolo-unito-e-potente c’è sempre stato un qualche leader-potente-illuminato (magari eletto democraticamente); ma i potenti illuminati si sono estinti, soprattutto dopo le ultime elezioni. Conoscete qualche filantropo riccone, magari proprietario di una TV nazionale? No? Peccato … aiuterebbe.
    – Valori vitali/animali (sicurezza, sesso, fame, piacere fisico, ecc,); sarebbero valori primari in condizioni di guerra, di carestia, di povertà diffusa; in Africa è così; in Europa ancora non ci siamo tornati; non credo siano valori al centro della nostra questione italiana, anche se sono utilizzati come “armi di distrazione di massa”. Sono valori con cui dobbiamo fare i conti, in quanto appartenenti al regno animale, … ma senza esagerare.

  3. eorakesifa Says:

    Per quanto riguarda il solo ambientalismo politico direi che l’errore da rimuovere riguarda soprattutto l’incapacità di fare propria e comunicare a tutti la grande verità:

    l’uomo è una specie animale, e come tutti gli animali, per vivere ha bisogno dell’ambiente, cioè delle altre specie viventi (di alcune come la zanzara forse si potrebbe fare a meno, ma non è il caso di sottilizzare) e di aria acqua e suolo puliti.

    Un ambiente che intelligenza e lavoro possono piegare fino a produrre un certo livello di benessere, superiore a quello dei cavernicoli, ma non uguale a quello degli attuali occidentali (diciamo della metà superiore degli occidentali nella distribuzione dei redditi).

    Un pianeta da sei miliardi e mezzo di esseri umani sopravvive solo abbassando il livello dei consumi: per esempio la nuova crisi alimentare mondiale che la nostra specie sta vivendo (e che da noi si manifesta per ora solo come aumento dei prezzi del cibo) è strettamente connessa al tentativo insensato di usare le specie vegetali e i suoli su cui crescono per produrre.. carburante per le auto! è anche strettamente connessa con il crescente consumo di carne bovina: per fare un kg di carne rossa ci vogliono dieci kg di cereali…

    L’ambientalismo politico quindi dovrebbe cambiare nome: nuovo umanesimo potrebbe andare? Uomini donne e altri animali uniti contro il capitalismo di rapina? Alleanza per la sopravvivenza? fate voi, che io devo anche lavorare

    Ciao, vittorio

  4. Paolo Says:

    L’ecologismo non ha lo stesso gap di valori/motivazioni della sinistra italiana.

    Guardando dietro. L’ecologismo italiano nacque pochi anni fa, con motivazioni avanzate anche per oggi (motivazioni del 1°, 2° e 3° tipo elencate nel mio messaggio precedente: su etica, potere ed ecologia; cfr. ultimo messaggio di Vittorio). Poi l’ecologismo italiano è diventato altra cosa: è stato cannibalizzato dai compagni di sinistra, per ragioni di potere (motivazione del 2° tipo nel mio mio messaggio precedente). L’ecologismo italiano è stato sommerso così nell’ambietalismo politico fallito di oggi.

    Guardando in avanti. La sinistra si deve rinnovare. L’ambientalismo politico italiano di oggi deve morire. L’ecologismo italiano si deve solo rinfrancare, deve scacciare i “fantasmi” del recente passato (cfr. messaggio precedente di Marco) e riprendere le motivazioni su cui nacque.

    Gli ecologisti italiani non hanno problemi di contenuto, ma di forma e di relazione. I problemi di immagine dei Verdi italiani sono enormi: il “brand” è importante ed ora è “sputtanato” (cfr. ultimo messaggio di Vittorio). Io credo che il nome (l’immagine) dell’ecologismo dovrebbe essere coerente con quello di altri movimenti ecologisti europei, che non si sono persi come da noi. Perchè non ci consigliamo/consultiamo con loro? Perchè non chiediamo aiuto agli ecologisti europei? Ad esempio potrebbero partecipare a questa nostra piccola discussione.

    Conosco alcuni ecologisti europei, “genuini” e di lingua italiana e gli invierò l’indirizzo di questa discussione. Speriamo scendano nella nostra palude e ci lancino una fune.

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